Intervista ai nostri allenatori


A inizio stagione abbiamo intervistato gli allenatori dei team ferraresi: Giorgio Cavicchi (GC) allena i Conad Krasnodar (Serie A), Antonio Cremonini (AC) i Bulls (Serie A) e Marco Fergnani (MF) che allena le due equipe di Serie B (vedi squadre).

Da quanto tempo giochi?

AC: gioco a tchoukball dalla prima stagione (2006-07), anche se ho avuto due anni di pausa nel mezzo

GC: Gioco a tchoukball dal 2010, quando per la prima volta, partecipai con il mio gruppo di amici al Green Tchoukball nella squadra degli “APPPPPONGA!!!”.

MF: Ho conosciuto il tchoukball nel giugno 2006 e ho iniziato subito a giocarci. Ho saltato diverse stagioni, ma non mi sono mai staccato totalmente da questo mondo.

Come hai conosciuto il Tchoukball?

AC: il tchoukball ce l’ha fatto conoscere in oratorio il nostro amico Mario Fantini, che in quanto professore di educazione fisica è sempre aggiornato sulle iniziative sportive. In particolare nel 2006 è andato con altri sei ragazzi del quartiere ad una manifestazione a Monza che presentava questo nuovo sport e da lì, avendone capito le potenzialità, l’ha portato in oratorio e ai campi scuola. Dopo pochi mesi ci siamo iscritti come oratorio al primo campionato e l’anno successivo è nato il Ferrara Tchoukball come società sportiva.

GC: In quanto legato alla parrocchia di Sant’Agostino, avevo sempre avuto negli occhi e nelle orecchie il  tchoukball, ma non lo avevo mai provato davvero. Inutile dire che dopo quel torneo iniziai subito ad allenarmi in palestra con una certa frequenza, iniziando a giocare al primo anno di Serie B nei Neonuts con Valerio Petrano.

MF: Il tchoukball l’ho conosciuto alla festa dello sport di Monza il 25 giugno del 2006 grazie a Mario Fantini, ero tra quei sei ragazzi del quartiere di cui parlava Toni (Antonio Cremonini, ndr). Fu amore a prima vista.

Cosa ti ha spinto a prendere la decisione di allenare?

AC: Allenare è una nuova sfida che affronto molto volentieri, anche perchè così posso dare il mio contributo alla società grazie alla quale in tutti questi anni ho passato momenti di sport bellissimi. C’era bisogno di qualcuno che si prendesse carico dei Bulls e per ragioni anagrafiche, d’esperienza e di rapporti con i giocatori mi è sembrato di essere la persona più adatta.

GC: Il poter aiutare i ragazzi più giovani nella crescita a livello sportivo (ed anche personale quando di parla di tb!) è stata la ragione principale che mi ha spinto a propormi come allenatore di questa squadra. Prendendo nella serie maggiore molti giovani della B sono molto stimolato come allenatore a lavorare di più e a migliorarmi sempre, soprattutto per loro.

MF: La decisione di allenare quest’anno è stata inizialmente una necessità della mia società. Questa necessità la sto trasformando in stimoli: mi sto sperimentando con un’altra veste. L’entusiasmo dei ragazzi è la cosa che mi dà maggior energia e motivazione.

Preferisci giocare o allenare?

AC: assolutamente giocare. Nonostante i tanti anni trascorsi in questo mondo, continuo a divertirmi tantissimo a giocare; specie quando le partite sono molto tirate e impegnative: in panchina viene sempre voglia di mettersi le ginocchiere ed entrare in campo!

GC: Di sicuro preferisco più giocare che allenare, ma l’idea di avere un allenatore esterno alle squadre quest’anno non è stata realizzabile.

MF: Allenare è un modo di giocare. Per me il tchoukball è come il mio migliore amico: a volte ho bisogno di vederlo tutti i giorni, altre volte dobbiamo fare due chiacchiere a quattrocchi. In altri momenti può anche essere lontano da me, ma io so che il nostro rapporto rimarrà lo stesso. Il campionato posso fare a meno di farlo, ma il pannello e qualche pallone ci devono sempre essere con me.

Ti sei dato degli obbiettivi importanti come allenatore? Quali?

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Gli allenatori dei team ferraresi che militano nella massima serie: a sinistra Giorgio Cavicchi e a destra Antonio Cremonini

AC: l’obiettivo più importante è quello di fare una stagione divertente con entrambe le squadre. Dal punto di vista dei risultati mi piacerebbe arrivare ai playoff e magari conquistare l’accesso a una coppa europea: so che i Bulls partono da un buon livello e possono farcela. Tuttavia durante una stagione possono capitare partite storte, infortuni per i quiali il piazzamento finale potrebbe essere più deludente delle aspettative. Pertanto il massimo che sento di chiedere alla squadra è impegno e armonia tra i giocatori… alla fine facciamo sport per divertirci, i risultati vengono in secondo piano!

GC: Questo campionato si prospetta una buona stagione sia per i risultati che per la crescita del Tchoukball ferrarese, e potrebbe essere tra i più interessanti di sempre! Sicuramente coi Conad sarà difficile arrivare ai playoff, ma ciò non ci scoraggia. L’obbiettivo principale resta la crescita dei giocatori, giocatori di cui sicuramente sentiremo parlare un domani!

MF: Più che obiettivi prefissati direi che ho pensato a un percorso, percorso da fare insieme: far capire ai ragazzi l’importanza e la difficoltà di condividere questi momenti; è una crescita che parte dalla palestra e si propaga sul proprio modo di vedere le cose.

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